DECORARE CON IL CORPO
Dal peccato originale di Gauguin alle incarnazioni dell'anima di Bacon, dalle femme fatale di Klimt all'antropofagia di Goya, la pittura moderna mi ha sempre incantato. E d'altronde non vanto molti ricordi di me stesso in cui io non abbia una matita in mano o non sia intento a scarabocchiare su un foglio bianco la mia ostinata amnesia del mondo. La presenza umana sulla tela piatta diventa per me il graffito universale di ogni possibile
avanguardia.
Fra tutti i nostri innumerevoli specchi, l’arte è ancora quello meno deformante: dire che la Pittura è superata è dire che il nostro stesso specchio è rotto. Impotente a riflettere la religiosa intimità della persona per contrapporla al prevaricante intimismo di massa. Perciò le mie opere sono forse tutte icone di una metamorfosi, segno inconfutaibile della sostanza animata. L’opera d’arte deve risultare più vera della realtà stessa, e perché non venga infilzata in una delle molte imitazioni della vita, deve ancora vagire...
Andrea Spiga





